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20 Luglio 2018

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02 Luglio 2018
FIDC VICENZA: «MODIFICARE IL CALENDARIO VENATORIO»
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«L'assessore Pan modifichi il calendario venatorio, seguendo l'esempio di altre Regioni». A chiederlo è il presidente di Federcaccia Vicenza Emiliano Galvanetto, che fa seguito alla lettera inviata dal suo omologo regionale Flavio Tosi all'assessore competente Giuseppe Pan, nella quale l'associazione chiede di rivedere il calendario 2018/2019 relativamente ad alcune specie: combattente, moretta, colombaccio, pernice rossa e allodola.

Particolarmente sentita è la questione riguardante quest'ultima, per la quale si auspica un innalzamento delle quantità prelevabili che andrebbe ad avvantaggiare soprattutto gli "specialisti". «In considerazione del "Piano di gestione nazionale dell'allodola" è possibile incrementale il prelievo giornaliero da 10 a 20 e quello annuale da 50 a 100, solo per i cacciatori identificati» si legge nella lettera, che continua spiegando che per il primo passaggio «non è richiesto il parere dell'Ispra, ma solo le motivazioni della Regione». Altro discorso per quello da 50 a 100 per cui «con il controllo che il prelievo globale in regione non diminuisca è necessario avere dei prelievi totali in regione negli ultimi tre anni, per poi ridurre in proporzione il carniere annuale sui rimanenti cacciatori. Consentire a tutti i cacciatori del Veneto di abbattere solo 50 allodole è inutile per chi non esercita questa caccia e penalizzante per gli specialisti».

Le modifiche legate alle date riguardano invece il combattente, il colombaccio e la moretta. Per il primo la richiesta di Federcaccia è di riportare, solo per la caccia da appostamento, l'apertura al 16 settembree la chiusura al 31 ottobre, perché, si legge «il cambiamento fatto dalla Regione per mantenere il diritto del cacciatore alla caccia di questa specie, nonostante l'Ispra (Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale) per la tutela della specie richiedesse la sospensione del prelievo, è del tutto ingiustificato e la Regione ha già vinto un ricorso al Tar».

Per la moretta, invece, l'associazione chiede di lasciare la chiusura al 31 gennaio, invece di anticiparla al 20, poiché questo anticipo «non risponde in alcun modo alla richiesta dell'Ispra, che ne chiedeva la sospensione».

E per il colombaccio si propongono due giornate di preapertura l'1 e 2 settembre. «Con il precedente assessore Daniele Stival - spiega Galvanetto - queste giornate c'erano. Questa specie è in aumento e si sta insediando nel territorio in maniera consistente e l'obiezione che in quel periodo non ci siano adulti ma pulcini non è fondata scientificamente, tanto che questa preapertura c'è in tutte le regioni».

Infine la pernice rossa, per la quale si chiede il reinserimento come specie cacciabile

Galvanetto, però, va oltre le richieste dell'associazione veneta. «Molte Regioni - afferma - cacciano lo storno a causa dei danni che provoca alle coltivazioni, derogando per questo motivo al fatto che sia specie protetta, mentre il Veneto no. Tutte queste scelte, purtroppo, sono dettate da motivazioni di natura più politica che tecnica e chiediamo che la Regione cambi strada».


 









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