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07 Dicembre 2017
FIDC MACERATA. IL PRELIEVO DEL CINGHIALE NELLE AREE DI RISPETTO VENATORIO
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In una nota a firma del Vicepresidente Nazzareno Galassi, la Federcaccia di Macerata ricorda che la Legge Regionale n. 7/95 "Norme per la protezione della Fauna Selvatica e per la tutela dell'equilibrio ambientale e disciplina dell'attività venatoria" prevede all'art. 10 bis la costituzione delle Aree di Rispetto, delimitate lungo i confini da tabelle gialle con la scritta "Area di rispetto Caccia regolamentata".

Sono istituite in primis per l'incremento della fauna selvatica stanziale, come lepri, fagiani e starne, ma di riflesso, di fatto sono anche aree di sosta, di svernamento e pastura per la fauna migratoria.

Chiaramente, visto l'aumento della popolazione di cinghiale in tutta la regione Marche riscontrato negli ultimi anni (ma allargando gli orizzonti, situazione analoga si riscontra in tutta Italia e in Europa), che provoca conseguenti danni alle colture agricole e un aumento di sinistri stradali, è impensabile vietare l'attività venatoria a questa specie nelle suddette aree, anche in funzione della gestione stessa, vista la finalità per cui sono state istituite.  Infatti le altre specie sopra indicate non verrebbero tutelate dalla presenza abnorme del suddetto selvatico.

E' vero come riportato dai mezzi di informazione che qualche Area di Rispetto include al suo interno dei centri abitati, ma solo ed esclusivamente per motivi di carattere pratico nella tabellazione e nella individuazione dell'area stessa.

Qualora vengano effettuate delle battute al cinghiale in forma collettiva (braccata o girata) vengono messe in atto tutte le precauzioni per garantire la pubblica sicurezza, come previsto dalla normativa di riferimento (Legge 157/92, Legge Regionale 7/95, Regolamento Regionale n. 3/2012, Disciplinare Regionale per il prelievo del cinghiale in forma collettiva per la stagione venatoria 2017/2018.

Non abbiamo bisogno di altre leggi: il rispetto delle attuali norme in merito è più che sufficiente per praticare l'attività venatoria nel pieno rispetto della pubblica sicurezza.

Il Cinghiale ed i cervidi devono essere gestiti con modalità tecnico-scientifiche e non come nelle favole disneyane, coinvolgendo tutti i diretti interessati: cacciatori, agricoltori, ambientalisti, istituzioni ed i responsabili dei Parchi nazionali e regionali.

Un plauso in questa ottica merita l'Assessore alla Caccia della Regione Marche  Moreno  Pieroni che nei giorni scorsi ha attivato un tavolo tecnico per la gestione del cinghiale, coinvolgendo tutti i portatori di interesse, con il fine che il cinghiale sia una risorsa per tutta la collettività e non un problema.










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