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12 Aprile 2017
A CA´ VENDRAMIN PER PARLARE DI AMBIENTE E BIODIVERSIT└
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"Custodire l'ambiente mantenendo la biodiversità". Con questo obbiettivo per il presente ed il futuro del mondo venatorio italiano, il vicepresidente nazionale FIdC Lorenzo Carnacina ha chiuso un estremamente partecipato convegno, organizzato dall'Ufficio Avifauna Migratoria FIdC per fare il punto sulle azioni e strategie attuate e da mettere in pratica in particolare all'interno delle aree protette e nelle Aree Natura 2000. L'evento, caratterizzato da una massiccia adesione da parte degli addetti ai lavori e non, si è svolto lo scorso 25 marzo a Taglio di Po (RO), presso la Sala Convegni del Museo della Bonifica della Fondazione Cà Vendramin. Dopo l'apertura dei lavori, con la presentazione del video divulgativo sui progetti e le ricerche intraprese e partecipate dall'Ufficio Avifauna a cura del Dott. Michele Sorrenti, il Sindaco di Porto Tolle Claudio Bellan e il Sindaco di Taglio di Po Francesco Siviero hanno fatto gli onori di casa rimarcando l'importanza del ruolo che il mondo venatorio, i gestori delle aree protette e le istituzioni pubbliche hanno nella corretta gestione dell'ambiente finalizzata al mantenimento della biodiversità, soprattutto, quando questa viene fatta in sinergia tra i diversi portatori d'interesse.

È stata poi la volta dei contributi tecnici: l'Ingegnere Guido Selvi, Responsabile dell'Ufficio Opere Marittime - U.O. Genio Civile di Rovigo, della Regione Veneto, ha illustrato gli interventi di difesa in aree costiere sensibili del Delta del Po; la Dott.ssa Luisa Cattozzo dell'Area Finanziaria e Trasporti - Ufficio SIT -Rovigo ha illustrato l'Atlante lagunare costiero del Delta.

Ad aprire la seconda parte dei lavori il Prof. Fabio Perco, direttore della stazione biologica Isola di Cona, che ha illustrato gli interessanti interventi di ripristino ambientale effettuati negli anni all'interno della Riserva Naturale, nonché Sito Natura 2000, Foce dell'Isonzo, con notevoli risultati relativi all'incremento della biodiversità in termini di specie e alla conservazione/recupero degli habitat all'interno della stessa.

È stata poi la volta del Dott. Massimiliano Costa di relazionare sulle attività di gestione faunistica all'interno del Parco della Vena del Gesso Romagnola e su come queste possono essere svolte in assoluta sinergia con il mondo venatorio e agricolo locale.

Il Dottor Michele Bottazzo, tecnico di Veneto Agricoltura, ha trattato il tema dei miglioramenti ambientali a fini faunistici, riportando alcuni interessanti esempi pratici di ripristini ambientali effettuati nell'area di Vallevecchia presso Caorle (VE).

Infine il Dott. Michele Sorrenti ha esposto la pubblicazione "Manifesto per la Biodiversità", di FACE, una raccolta di interventi realizzati anche nelle Aree Natura 2000 dal mondo venatorio europeo in favore degli habitat naturali, delle specie di uccelli e mammiferi e in generale per la conservazione della biodiversità nel territorio dell'Unione.

Al termine delle relazioni il vicepresidente Lorenzo Carnacina ha chiuso il convegno richiamando quanto esposto negli interventi relativamente allo stato attuale degli ambienti lagunari e vallivi e lo sforzo economico necessario per  mantenere un territorio che in molti casi, come quello del Delta, si trova mediamente sotto il livello del mare e dove "dove gli uccelli volano al di sotto di dove i pesci nuotano".

Un ambiente che necessita di essere mantenuto costantemente attraverso l'opera dell'uomo, oggi purtroppo invaso da specie aliene sia di fauna che di flora. Carnacina ha ricordato poi gli esempi concreti di saggia e corretta gestione da parte dell'uomo e degli Enti preposti, di aree lacustri e collinari in Veneto, Emilia Romagna e Friuli, dove, ha sottolineato, "pur in momenti di crisi ci sono persone che con modeste disponibilità riescono a mantenere e a costruire biodiversità con intelligenza, senza bisogno di istituire aree protette in zone che non ne hanno le caratteristiche, come purtroppo è avvenuto nel Delta del Po". 

Il convegno, ha sottolineato il moderatore, dott. Daniel Tramontana, licenziando gli intervenuti, che non si è limitato a evidenziare solo i problemi, ma anche esempi e proposte per la soluzione, con un preciso indirizzo: che il percorso per arrivare ad una maggiore consapevolezza nella conservazione della biodiversità nel nostro Paese è possibile, con la regia dell'uomo, con la sinergie tra le varie competenze, con un impiego adeguato di risorse sia umane che economiche.









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